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Realpolitik

21 Febbraio 2011 alle 14:30

Per le anime belle realpolitik è una parolaccia. Sarei curioso di sapere cosa potrebbero suggerire in questo momento di rivolte nel mondo islamico. Io credo che oggi si stia facendo la storia dei prossimi cent’anni e forse più. In tutto il nord Africa ci sono rivolte che potranno sfociare in solo due scenari futuri: l’islam che riprende e rafforza il potere rinvigorendo il sogno del califfato, la democrazia che lentamente inizia a germogliare. Nel primo caso le diplomazie occidentali avranno binari ferrei entro cui muoversi, specialmente l’Europa con l’islam alle porte, mentre la Cina potrà spaziare in lungo e in largo acquisendo un potere che definire planetario non sarebbe eccessivo. Nel secondo caso verrà a crearsi un nuovo mondo entro cui le potenze economiche occidentali dovranno cercare di piantare solide radici, sempre in competizione con la spregiudicata Cina. L’Italia è il trampolino naturale tra l’Europa e il nord Africa, è il Paese che più di ogni altro ha vantaggi logistici, talvolta anche economici e di legami culturali con molti di questi paesi. Guai se la politica estera italiana non saprà trarre vantaggi da queste rivolte, non saprà piantare per tempo le sue bandierine: ecco, penso che la strategia della politica estera italiana in questi territori debba essere una chiave dirimente per gli elettori alle prossime politiche. Al momento del voto, per poter scegliere, dovremo capire se sarà più utile una politica buonista o una politica pragmatica di espansione economica: l’importante è che, quando sarà il momento, ci sia qualcuno in grado di proporcele chiaramente e di prospettarci i vantaggi di entrambe. Potersi recare alle urne per scegliere un Governo in base a problemi importanti quali la politica estera dovrebbe essere un nostro diritto, speriamo che ne convengano anche i “conduttori di opinione mediatica”, al di là dello share.

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