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Conseguenze dell'ummunità: chi l'ha chi non più

21 Febbraio 2011 alle 14:00

Il Consiglio dei ministri ha approvato la relazione del ministro Alfano sulla proposta di riforma costituzionale della giustizia. Il presidente della Anm. dichiara: "non ci faremo intimidire". Viene spontaneo imitare Cerasa " Palamà che stai a dì!" Una così sfrontata e supponente presa di posizione preventiva di chi dovrebbe essere uno dei più qualificati livelli di rappresentanzan della magistratura - se ancora c'era bisogno-dimostra che una parte di questa( una minoranza ma molto ben radicata e protetta)è convinta di essere detentrice di un potere che la Costituzione non gli assegna,quello di poter liberamente ed autonomamente decidere sul governo del Paese. E' ora di rimettere in equilibrio le prerogative istituzionali. Questa volta si proceda con determinazione,senza ripensamenti come più volte nel passato. Alla riforma della giustizia dovrebbe concorrere anche l'opposizione con serio spirito di collaborazione (non come parlano e agiscono certi suoi rappresentanti affetti da livore giacobino contro Berlusconi). L'opposizione non può illudersi che, se e quando dovesse andare al governo del Paese,possa essere immune dai condizionamenti della cultura,del modo di pensare ed operare di detta schiera di magistrati.

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