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Viva la libertà , signor Pascoli

20 Febbraio 2011 alle 08:00

Nonostante io sia un elettore che considera ancora il Cav. l’Amor suo, mi trovo tutto sommato d’accordo con la sua mail, signor Pascoli. Perché mi pare che in fondo il suo sia un condivisibile invito al rispetto della libertà individuale. Libero lei di considerare Berlusconi un vecchio puttaniere. Libero io, nella mia ingenuità, di credere a Berlusconi quando dice di non aver mai voluto e dovuto pagare una donna per farci sesso. E una volta che fosse certo che Berlusconi sia un puttaniere, libero lei di considerarlo moralmente indegno e di disprezzare lui, le donne che gli ruotano attorno e pure i loro genitori. Libero io, in base i miei valori etici, di non giudicare questi comportamenti così disgustosi come li giudica lei, e magari di non giudicarli affatto, ritenendo comunque che siano altri i comportamenti immorali, anche per un politico. Libero lei di credere alla rappresentazione per cui la destra ha portato in parlamento un esercito di prezzolati e di donne che l’hanno data via per fare carriera politica. Libero io di non credere che sia così e di pensare che se si cominciasse ad indagare sui criteri “meritocratici” con cui sono stati inseriti i candidati nelle liste di tutti i partiti se ne scoprirebbero delle belle. Ovviamente libero lei di non votare Berlusconi (per inciso, Maroni mi membra una buona scelta, temevo peggio). Libero io di continuare a votare l’Amor nostro. L’unica libertà che io non riconosco a nessuno è quella di decidere al posto mio se Berlusconi sia degno o no di fare il premier.

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