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Spaziando e riflettendo

16 Febbraio 2011 alle 08:00

A Costituzione e istituzioni invariate, regolamenti parlamentari inclusi, qualsiasi sia la legge elettorale e qualsiasi sia la maggioranza e il governo che esprima, qualunque ne sia il colore politico, non si potrà mai realizzare una “governabilità” intesa come possibilità del governo di attuare il programma su cui ha raccolto i consensi. L’attuale assetto, obbliga a governi di coalizione, con quello che comporta in termini di stabilità politica degli stessi, è quanto di meglio si possa escogitare per impedire la “governabilità”. Aggiungiamo, per non farci mancare nulla, il potere d’interdizione, di pressione e di condizionamento che le varie oligarchie corporative, pubbliche e private, istituzionali e mediatiche, possono esercitare sui diversi soggetti della coalizione e, il cerchio si chiude. Per ripristinare il testo originario dell’art.68 è necessaria una maggioranza parlamentare di due terzi. Dove lo traviamo un Parlamento capace di tanto? Il valore simbolico di una simile eventualità, andrebbe ben oltre il mero art.68. Sarebbe l’inizio della liberazione della politica dai grovigli innaturali e suicidi in cui è caduta. Nel frattempo impazzano, balilla etici, sindacaliste prone e supine alla moda del momento, procure avanguardiste in marcia su Arcore, Cassazione che stabilisce la maturità dei tempi e dei costumi della società: l'egoismo degli adulti in spregio ai bisogni veri dei bambini, ecc... Il Direttore allude ad "una certa simpatia" per la sfacciataggine impudica di quelli della struttura Alfa. Loro non capiscono l'ironia. Non sanno cosa sia. Si ritengono una casta sacerdotale laica, ne assumono la postura e, rifuggono la soavità del pensiero ironico. Tristi, seriosi e accigliati: come il compito richiede.

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