cerca

Ma davvero l'Italia è berlusconiana?

16 Febbraio 2011 alle 09:30

Conclude, Luca Ricolfi: “Beh, se tutto questo è vero, allora vuol dire che i problemi politici dell'Italia non stanno solo nei comportamenti del premier e nelle insufficienze del suo governo, ma anche nella difficoltà dell'opposizione di trovare, finalmente, un'idea, un programma e un volto che convincano quella metà dell'Italia che non è berlusconiana ma, per ora, non se la sente di votare a sinistra”. “Difficoltà dell’opposizione di trovare” ... difficoltà? Incapacità genetica direi. Da Livorno, 21 gennaio 1921: essere alla stregua dei tempi. Il leninismo è una scuola che in Italia ha sempre avuto dei cultori eccezionali, piccoli e grandi che fossero: da Bordiga a Togliatti, a Pajetta, Ingrao, Scoccimarro, Cossutta, D’Alema, Veltroni ... eccetera, fino a Franceschini che di Bersani è un lacchè da sacrestia. Diffamare l’avversario ripetutamente, come la calunnia, qualcuno crederà all’oltraggiosa “verità”. Una democrazia “Ad usum Delphini”, gestita e manovrata dall’oligarchia partitica affinché il potere sembri del popolo ma resti, in realtà, dei soliti noti coalizzati burocraticamente. Non vogliono capacitarsi, i signori della sinistra, che l’emancipazione ha conquistato le masse e che i mezzucci da “politburo” e da “Pravda” hanno fatto il loro tempo e che nemmeno più ad Hanoi li usano sfacciatamente. Purtroppo i rituali cruenti dell’antico PC moscovita trovano sempre sacerdoti pronti a sacrificare al moloch i nemici del proletariato, e gestiscono le funzioni fra i fumi degli incensi e le nebbie dell’ipocrisia demagogica. Non importa se il proletariato è un cimelio delle antiche usanze.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi