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Ispettori ah ah Milano

16 Febbraio 2011 alle 15:00

Il sempre attento Luigi Bitto, che pure ben conosce l'ambiente de quo, si chiede perchè il Ministro non mandi a Milano gli ispettori, visto il ritenuto abuso dagli stessi perpetrato, in sintonia, guarda caso, con l'ufficio del GIP che tante soddisfazioni ha dato a suo tempo ai ritenuti mandanti politici di manipulite. Va ricordato al valente corrispondente che l'attuale colpo di mano che tiene in scacco il Paese si fonda su una serie di atti presupposti e giudicati, sui quali trionfa il rifiuto della procura meneghina di consegnare i documenti richiesti loro dagli Ispettori del Ministero, e relativi al fascicolo 9520, aperto da tempi immemori ed usato come un vaso di Pandora per ogni esigenza inquisitoria. Il rifiuto opposto dalla Procura fece scalpore, fu motivato con il segreto istruttorio, ed avrebbe provocato in un Paese civile l'arresto ipso facto del PM. In Italia come accade le cose andarono diversamente, e tale precedente pericolosissimo, come poi si vedrà, provocò un procedimento al CSM, conclusosi con la piena approvazione della scelta, dichiarata legittima. Con tale decisione, mai gravata in sede Costituzionale od Europea, si è quindi statuito un principio degno di un Paese sudamericano anni 50, e cioè che nessuno, in assoluto, possa verificare il lavoro del PM, salvo avocazione da parte del Procuratore, nei cui confronti comunque nessuno nulla può. Inutile ricordare che il CSM è da anni, per la parte togata, in concreto un'emanazione della procura meneghina, il cui potere politico all'interno della Magistratura è indiscusso. Ed allora il Ministro ha ottimi motivi per non mandare gli Ispettori a fare una passeggiata a Milano, e cioè non perdere credibilità dimostrando di non avere capito nulla dello stato di fatto, e non alimentare la già nutrita canea mediatica della muta che vede finalmente nel mirino l'obiettivo che insegue da quasi un ventennio.

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