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Crisi maghreb e sbarchi clandestini

15 Febbraio 2011 alle 08:00

Egr. Direttore, nello scombussolamento generale nordafricano dovuto agli scontri verificatisi soprattutto in Egitto ed in Tunisia, ma anche come effetto domino negli altri Paesi del Maghreb, attualmente la situazione che richiederebbe stabilità è ancora dubbia. Sono state programmate altre scese in piazza in Algeria ed in Libia mentre in Egitto il periodo di transizione viene guidato dall'esercito con la speranza che il Paese vada a nuove elezioni presidenziali in autunno per portare democrazia e non far salire al potere i Fratelli Musulmani. In questa incertezza generale, l'unica certezza è rappresentata da un risvolto particolare che investe ad oggi solo l'Italia ma che potrebbe coinvolgere anche il resto dell'Europa, vale a dire, l'ondata di sbarchi di clandestini che è stata definita da Maroni e dal Viminale un'emergenza umanitaria. In base a questa emergenza sono responsabilizzati tutti i singoli Paesi coinvolti in questo pericolo ma anche l'UE che, come sostiene Maroni, finora è abbastanza assente e, come sostiene il Ministro del lavoro Sacconi, procede "a lento pede". Forse l'unica speranza è che per ragioni naturali i barconi dimunuiscano magari a causa delle burrasche che impedirebbero le traversate. Tuttavia, occorre responsabilizzare il più possibile le istituzioni anche perché la situazione nel nostro meridione sta diventando davvero insostenibile.

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