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Ma i bambini no

12 Febbraio 2011 alle 20:00

Leggo da qualche parte che alla manifestazione di Domenica 13 molte donne parteciperanno portando con sé i loro figli, sullo scellerato modello delle sollevazioni antigelminiane. Ora. Passi per le donne - convinte che i bombardamenti di stimolazioni ovariche, o l'arruolamento più o meno forzato in un esercito di volenterose impiegate, le rispettino più delle feste di Arcore; come se non fossero tutte le tre cose frutto di una volontà ugualmente libera, o ugualmente schiava. Ma i bambini no. Non i bambini che affidiamo ancora in fasce ad estranei per precipitarci a difendere l'emancipazione femminile, salvo poi ritrovarceli a sedici anni con i reggicalze e la cocaina in tasca. Non i bambini la cui educazione apertamente deleghiamo a qualsiasi possibile "agenzia di socializzazione" - scuola, sport, strada - fino a non riconoscerli più neppure come figli. Non i bambini per i quali vorremmo lezioni approfondite di educazione sessuale a partire dai nidi, ma per carità, soltanto teoriche, casomai si pensi che lo scopo sia coltivare ninfette e baby-membri del branco. Avrei tanto voluto essere presente a Milano; ma se avessi potuto sarei di certo venuta senza i miei figli, ai quali dedico la regola dei miei giorni, non l'eccezione degli happening.

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