cerca

Politica ed etica

11 Febbraio 2011 alle 08:30

La guerra in corso è epocale e qualunque sarà il risultato, segnerà per molto tempo la politica, la convivenza civile, i partiti e perfino l’economia. La vicenda di mani pulite, perché è da lì che prende corpo il braccio di ferro fra magistratura e politica, deve trovare una soluzione definitiva. Il rientro nei ranghi della magistratura è necessario come l’aria, attraverso il ripristino dell’articolo 68, o meglio ancora, riformulando la costituzione tout court. Approvo il documento PDL che in sostanza accetta la dichiarazione di guerra iniziata tanti anni fa, ed essa stessa è una dichiarazione di guerra. E’ un passaggio importante. Credo che oltre le manifestazioni d’orrore dispensate dalla sinistra, qualcuno anche da quelle parti presto si renderà conto che il sistema paese è veramente in bilico fra un salto in avanti dentro la seconda repubblica, con tutto quello che comporta, e la stagnazione che avrà come base una ripresa acuta della guerra civile a bassa intensità, con forme imprevedibili. Il tema non è Berlusconi soltanto; il problema è politico, ma con la P maiuscola. Se Berlusconi fosse il tenutario di un bordello, resterei con lui perché la reale posta in gioco è ben altro che la sua pur importante persona. Sono altresì convinto che i vertici della Lega oltre il tema federalista hanno chiaro qual è il nocciolo del problema e molto saggiamente daranno un appoggio magari defilato, per non irritare parte della base, alla guerra.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi