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I lettori serali di Kant

11 Febbraio 2011 alle 11:00

L'antropologia del berlusconismo è una scoria lombrosiana che il pensiero debole contemporaneo usa come fiore all'occhiello della sua mise neo-illuminista. Roberta de Monticelli lascia la Chiesa di Cristo per entrare nel Sinedrio di Caifa, senza dubbio quest'ultimo non frequentava prostitute nè le avrebbe mai salvate dalla sassaiola della Legge, che tutto segue una sua coerenza nell'economia dell'anima. La vera divisione non si dà fra berlusconiani e antiberlusconiani, etichette che indicano solo classi di simpatie ed antipatie, ma fra cristiani e anticristiani (ebrei, musulmani, pagani, ecc.), nomi che indicano invece rispettivamente domini di libertà dalla Legge e di schiavitù della Legge, sia essa quella testuale biblica o quella kantiana interiore. Per questo non si può abbandonare il cristianesimo senza ricadere immediatamente sotto il giogo della Legge, l'irreligione naturale attrae gli ingenui sventolando lo straccio di un'autonomia morale ma il suo unico risultato è in realtà derubare gli stessi dell'unica fonte di libertà che è il sacramento della riconciliazione, giacchè il peccato accomuna tutti ma la verità e la grazia salvano alcuni. Se è vero che un'anima libera è rara, si riconosce sensibilmente e trasmette benessere a chi le è vicino (Bukowkski) possiamo quindi legittimamente dubitare che la libertà sia un dono alla portata di Zagrebelsky, di Eco o di de Monticelli.

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