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In mutande ma vivi? Presente!

8 Febbraio 2011 alle 12:30

Non reggiamo più i ditini alzati su cravatta indicibile, le barbette sfumate su vezzosa couperose, i riccioli sale e pepe su cardigan in cachemire, il completino beige su beige con l'occhiale storto su adeguato naso, Rep sotto l'ascella, gli affabulatori energumeni che si rimirano allo specchio della propria vanità. Crediamo che ognuno abbia i propri vizi, certamente da gestire con maniacale discrezione, e che la loro eventuale mala gestio non trasformi il personalissimo vizio in Male, e debba restare un problema personalissimo, mai diventando una rubrica giornalistica o l'agenda di un governo o di un Parlamento. E abbiamo le tasche piene di toghe senza scrupoli, che meriterebbero la radiazione per l'uso fatto del proprio ruolo, ma sono innalzati sugli altari quali novelli dei, nemici giurati del Male Assoluto. Per la lizza pazza eravamo in pochi, ci siamo contati, riconosciuti e divertiti un mondo a ricordare a noi ed agli altri che senza vita non c'è nulla di diverso dal deserto. A rivendicare il diritto all'imperfezione, a negare l'assenza di vizi, a riconoscere che la debolezza umana è parte della fortuna della nostra razza umana saremo forse gli stessi, non per questo berluscones, ma anche, perchè no? Ci divertiamo già un mondo a provocare questi raccattaostie part time, e di nuovo perderemo clamorosamente, lasciando ancora un segno tangibile per noi e per gli altri, e scatendando una ridda di opinioni, gianseniste e non.

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