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In mutande, contra sinistri

8 Febbraio 2011 alle 20:00

Si fa un gran parlare di cattolici, contro o pro Berlusconi. I cattolici sono e saranno sempre con Berlusconi, o chi per lui, non tanto per le sue inclinazioni personali, bensì perché in parlamento difende alcuni fondamentali irrinunciabili. Ciò detto i piccoli borghesi contra Berluscones propugnatori di un puritanesimo Americano, fatto salvo detestare Marchionne quando è Americano (una contraddizione), meritano una mobilitazione pacifica e senza peli sulla lingua. Forse sono una minoranza etica. Tuttavia secondo me, saranno sempre così: oggi Berlusconi domani il suo inevitabile sostituto. C’è una differenza antropologica molto accentuata fra la nostra superiorità e la loro inferiorità. Il tema non è nemmeno il premier, che è solo un effetto, ma l’idea stessa di stato e convivenza che hanno un raggiunto un livello irriducibile. La personalizzazione del nemico perseguita con accanimento dalla non intellighenzia piccolo borghese, che oggi alberga nel Pd e in tutte le altre formazioni a sinistra, compresi i Finiani, sono un consistente gruppo d’individui che non sa nemmeno cosa sia l’etica. Accenno solo ai due vulnus antropologici anti etici dei sinistri di vecchia e nuova generazione: aborto e dico. I comportamenti libertari, vanno bene solo a chi è dalla loro parte, vedi le ragazzotte che s’infilavano nel letto di Fo o i rimpianti per le comuni e gli estetismi alla Zabriskie point. Le femministe imborghesite, così pie con “le poverette” d’Arcore e così distanti dalle tante Ina, uccise perché amanti della libertà, sono soltanto i sepolcri imbiancati di un ideologia che nemmeno loro comprendono più. E sia, scendiamo in piazza.

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