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Comune di Sesto San Giovanni

3 Febbraio 2011 alle 08:30

Il comune di Sesto San Giovanni fa nuovamente parlare di sé, in positivo e con spirito leghista in quanto un comune rosso atavico (per la massiccia presenza di operai in zona) per la terza volta assume dei provvedimenti non di sinistra: obbiettivo: la sicurezza, la libertà e la legalità nei confronti dei propri cittadini. Nei due casi precedenti, tale comune si era occupato di far ergere un muro di recinzione lungo un campo rom, ha poi assunto un provvedimento anti-prostituzione; la notizia di ieri è la mozione presentata dalla capogruppo del Carroccio Alessandra Tabacco con cui si impegna il Primo Cittadino a emanare provvedimenti per impedire la circolazione con il volto coperto dal burqa in luoghi pubblici. La mozione è stata presentata nel 2009 ed è passata esattamente due anni dopo quasi all'unanimità in quanto vi è stato soltanto un voto contrario, quello di un rappresentante dei comunisti italiani. La mozione impegna il sindaco ad "adottare urgentemente i provvedimenti necessari al fine di far rispettare, a qualsiasi persona presente sul territorio comunale che circoli in luoghi pubblici o aperti al pubblico a viso coperto, le nostre leggi vigenti in materia di sicurezza e dignità della donna". Pertanto, viene bandita ogni forma di oppressione verso la libertà umana. Mi domando soltanto se un tale provvedimento fosse stato preso da una giunta di centro destra. Sarebbe scoppiato il finimondo e la mozione non sarebbe passata. Tuttavia, occorre prendere atto del fatto che a Sesto San Giovanni, evidentemente la sinistra può essere definita illuminata e si discosta ad esempio da quella ligure e genovese più marcatamente estrema che non potrà mai venire a patti con idee leghiste. Questo grosso limite deve venire debellato con ragionevolezza per il bene comune ed una convivenza pacifica.

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