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Perquisito il Giornale

2 Febbraio 2011 alle 10:30

Innazitutto devo premettere che non premetto niente. Perché mi sono stufato della clausola di stile, deteriore, in forza della quale quando si interviene in favore di qualcuno di centro-destra, orrore!, bisogna farlo con distacco premettendo, appunto, di non condividere quasi niente, anzi, di ciò che dicono ma di intervenire per una questione di principio o, meglio ancora, per nobiltà d'animo. Quindi, anche se questa volta avrei voluto, non premetto un accidente di niente. E' stata perquisita la sede del giornale, per la seconda volta in pochi mesi, oltre all'abitazione di una giornalista di quel quotidiano. E' sotto gli occhi di tutti la manifesta asimmetria delle indagini in generale. Per esempio: com'è che viene perseguito uno solo dei clienti della nota prostituta, se lo è, in barba al principio di obbligatorietà dell'azione penale sempre sbandierato, immagino, con ilarità? Allo stesso modo, ne' più ne' meno, sono totalmente asimmetriche pure le indagini a tutela della privacy (di una sola privacy), tanto che non vale la pena di sprecare del tempo su una cosa che chiunque vede e capisce. Al massimo si può fischiettare facendo finta di niente. La novità, inattesa probabilmente anche da parte di chi ha ordinato le perquisizioni, è stato l'intervento a favore de "Il Giornale" (ovviamente con un sacco di premesse) di: Siddi,presidente della Fed. Nazionale della Stampa, Iacopino, Presidente Naz. dell'ordine dei giornalisti, Gentiloni, Merlo e Giulietti del PD e altri che ora non ricordo. La cosa giunge inaspettata. E' la prima volta, in assoluto, che l'establishment dei giornalisti e qualcuno del PD intervengono contemporaneamente per difendere la libertà di pensiero altrui. Spero che le loro "doverose premesse" siano state apprezzate nella giusta misura dai noti Satrapi che tutto possono, nulla temono e mai pagano. Se no, stiano attenti...

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