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Replica al sign. Pasquale Ciaccio

1 Febbraio 2011 alle 15:30

Mi trovo d'accordo con lui sul fatto che sarebbe ora di parlare dei problemi del Paese piuttosto che delle vicende private del premier di cui siamo stanchi come di una soap opera senza fine. E a me non viene voglia di sorridere per niente di fronte ad "uno spettacolo" indecoroso qual è quello che tutti i giorni si arricchisce di nuovi particolari. Va da sé che inevitalbimente queste vicende si intrecciano alla politica non foss'altro per il fatto che la politica, di fatto,è condizionata negativamente da questi fatti. La verità è che non c'è più politica nel nostro paese, il Parlamento non funziona,tutto ruota attorno al personaggio Berlusconi che,come uomo politico,è estremamente anomalo e non sa fare politica. E, soprattutto,ha bloccato il paese,che infatti non cresce.Ma lui non vuol lasciare,per evitare i giudici.Tutti i Paesi stranieri se ne sono accorti e ci ridono dietro. In questa situazione desolante è impossibile risolvere i problemi. Eppure c'è una gran parte del Paese che lo difende ed è "ammaliata" dai suoi sorrisi ed ammira la sua prepotenza, proprio come tanti anni fa si ammirava e ci si genufletteva davanti a certì dittatori di cui è rimasto un funesto ricordo. Le difese su di lui di certe persone mi fanno venire il voltastomaco. I conduttori di certe trasmissioni di carattere politico,che senza reticenze opportunistiche,parlano di certi fatti scandalosi non fini a se stessi,a me sembrano invece degni di rispetto. Diventano "cafoni" quando cafonescamente subiscono le incursioni di un premier che li insulta in modo greve perché non stanno dalla sua parte,ritenendosi il padrone anche della tv pubblica,proprio come avviene nei regimi di carattere dittatoriale.

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