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Il talamo spiato

28 Gennaio 2011 alle 09:00

Non sappiamo se tutto questo comprenda dei reati. Ma sappiamo che in questi ultimi dieci giorni il presidente del Consiglio - e tutta una sfilza di testimoni interrogati dai suoi avvocati - hanno assicurato che non solo non ci sono reati, ma anche che non c’è neppure nulla di indecoroso. (Michele Brambilla). Diciamo che il quadro non emerge, il quadro è incorniciato per consentire a quella ben individuata sinistra di far bella mostra di sé, cioè d’apparire eticamente migliore di quel modo di fare che il Cavaliere pratica fra le pareti domestiche. Non riescono con metodi democratici a vincere il consenso di cui gode il presidente del Consiglio e quindi tentano (da 17 anni) tutti i mezzi possibili (immorali) per sbarazzarsi, per loro, di cotanto pernicioso soggetto. Stanno in un cantuccio da 17 anni, leccano le proprie ferite e ringhiano odiosamente contro l’aborrito USURPATORE che li ha cacciati fuori dai Palazzi del potere. L’etica, l’onore, la cultura, la virtù ed altri appelli al “popolo sovrano”, sono caduti nel vuoto ed anche in momenti così dolorosi per la privacy di Berlusconi, il consenso di cui gode è restato altissimo. Come dire, al di là di ogni democrazia, con un proverbio popolare: “Voce ‘e popolo, voce ‘e Dio”. Il voto a Bondi è stato l’ennesimo voto di fiducia che il Parlamento tributa al presidente del Consiglio: “Quo usque tandem abutere, Bersane, patientia nostra? quamdiu etiam furor iste tuus nos eludet? quem ad finem sese effrenata iactabit audacia?”

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