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Il Direttore ha i pantaloni antiproiettile

28 Gennaio 2011 alle 16:00

Il Direttore e la mutande di chiffon. Rimanere in mutande per un amico si può, così con noncuranza gioiosa in sintonia con l’estetica dell’amicizia e per soddisfare un capriccioso impegno intellettuale d’opposizione alla pseudo moralità dei moralisti di professione: quell’Italia alle vongole, triste ed avvilita e, diciamo pure invidiosa della sfrenata, allegra spregiudicatezza dei comportamenti privati del Cav. Sono rosi perché, loro per fare o tentare di fare, le stesse cose, sono costretti ad una ostentazione perenne di una virtù che non è cosa loro ma che cercano di attribuirsi additando in altri i vizi propri. Il gioco è impedire di mettere in mutande anche il suo amico. Lui dovrà essere ancora capace di stupirci. Come? E’ così testardo da lasciare aperta ogni manovra. Sono comunque divagazioni ipotetiche: il Direttore non è in mutande, indossa l’armatura del cavaliere antico che difende il suo onore e il valore dell’amicizia. Onore ed amicizia, due entità sconosciute nell’Italia alle vongole.

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