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Attentato a Mosca /2

27 Gennaio 2011 alle 09:00

Il giorno dell'attentato kamikaze del 24 gennaio, la mia famiglia che vive a Budapest, ha vissuto un brutto quarto d'ora di paura.Io, ho appreso la notizia della strage nel pomeriggio, proprio sul Foglio.it, e per un attimo mi ha assalito il terrore pensando a mia nipote, che come sapevo, doveva rientrare a Mosca in questi giorni dove studia Relazioni internazionali all'MGIMO. Presi coraggio e chiamai mio fratello che era ancora ignaro del fatto. La notizia praticamente gliel'ho data io, ma per fortuna la figlia doveva ripartire il 25 (ieri), ed arrivare sempre nel pomeriggio, ma a Sheremetyevo, l'altro aeroporto di Mosca. E' già la seconda volta che viviamo un'angoscia del genere, considerando l'attentato del 29 marzo dell'anno scorso, quando due donne si sono fatte esplodere alle principali linee della metropolitana moscovita (mia nipote fa il secondo anno). Io, non so come si potrà mai fermare i kamikaze, che siano del Caucaso o degli arabi, che ormai da quasi dieci anni, i capi delle nazioni più potenti del mondo e i loro eserciti, non ci riescono a farlo. La dice lunga la faccia di sgomento del Presidente Medvedev nei video. Una cosa è certa però e sono d'accordo con la signora Bartolini, che una strage del genere, nel più importante aeroporto (arrivi internazionali), della capitale della Russia è un monito per il mondo intero. Potenziare i servizi di sicurezza e i controlli è fondamentale, ma comunque, dobbiamo continuare a convivere con la guerra del terzo millennio contro il nemico potente ed invisibile(?), che continua a colpirci ovunque mietendo innumerevoli vittime innocenti.

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