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Ma di quale sgomento si parla?

26 Gennaio 2011 alle 08:00

"Gli italiani provano sgomento di fronte a certi fatti della politica" ha detto la Chiesa. "Sgomento e disagio nel Paese", ripetono i politici ed i commentatori che tendono a tacciare Berlusconi - senza averne le prove - di nefandezze varie. A questi signori vorrei parlare del mio disagio, e di quello provato in questi giorni da parte di molte persone che la pensano come me. Il nostro disagio non nasce da comportamenti del premier ancora tutti da dimostrare, bensì nel vedere una parte consistente della magistratura, spudoratamente collusa con i partiti di opposizione, impegnata a combattere l'uomo Berlusconi e la sua parte politica con attacchi giudiziari per nulla rispettosi dei diritti dei cittadini e, spesso, neppure delle norme contenute nel Codice penale. Proviamo sgomento nel vedere quanti giornalisti si accodino a questi attacchi, inventandosi notizie o alterandole e gonfiandole al punto da distorcere la realtà. Che poi i sinistri (ma non solo loro) cerchino di cavalcare l'onda, questo fa parte del meschino gioco politico in atto da parecchio tempo. Vorrei aggiungere che la tenuta di consensi per Berlusconi indicata nei sondaggi non è da leggersi, come avvenuto invece da parte dei soggetti su menzionati, come espressione della indolenza e della rassegnazione degli italiani, bensì del fatto che, nonostante questa colossale e violenta campagna mediatico-giudiziaria, molti cittadini riescono ancora a pensare con la loro testa e sanno riconoscere chi si sta comportando correttamente e chi no.

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