cerca

La distinzione di cui non si vuole tener conto

26 Gennaio 2011 alle 20:30

Il Direttore conclude la risposta al Yellow Dog Democrat:"C’è una bella differenza tra le guerre culturali e gli assalti militanti politico-giudiziari". Già, c'è una bella differenza, a patto d'avere gli strumenti culturali per saperla o volerla cogliere. Il giovane cane giallo ne sembra sprovvisto. Così, innocentemente e naturalmente. Come del resto tutti i cani gialli democrat che, per definizione propria, sono assimilabili al taglio umano dei: "Compagno l'Unità non lo dice". Torniamo a noi. Quello che infastidisce e che evidenzia tutto lo squallore delle manovre di Fini e della Sinistra è che vorrebbero far credere di essere spinti da imperativi culturali e morali. Una mistificazione vecchia come il mondo: proclamarsi il bene per avere tutte le ragioni e i motivi per combattere quelli indicati come i soggetti del male. E' la strada più comoda, esime da precisi impegni, non richiede elaborare alternative credibili e convincenti da sottoporre al giudizio degli elettori, tutto è giocato sui simbolismi morali, sul suscitare indignazione e scontento. Una democrazia efficiente ha un sistema immunitario che produce gli anticorpi necessari per combattere queste deviazioni. Basta che non lo si voglia, o lo si lasci sabotare.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi