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Non si dimetta

22 Gennaio 2011 alle 13:13

Penso che nell’ultima puntata di Anno Zero, Santoro e company abbiano davvero superato sé stessi. Al netto del solito processo per direttissima in tv, in cui si fa scempio della distinzione tra fatti certi e fatti ancora da dimostrare, non riesco ad immaginare un attacco al Nemico più violento, più carico di odio e disprezzo allo stato puro, più esplicitamente orientato alla totale distruzione sul piano personale e privato dell’immagine dell’avversario, e di quelli che hanno la sventura di ruotargli attorno. Io apprezzo molto le valutazioni di coloro che, con l’obiettivo di fare analisi sempre il più possibile fredde e pragmatiche (più di quanto riesca a fare io), pensano che forse a questo punto la cosa migliore per Berlusconi sarebbe dimettersi e individuare un suo sostituto. Capisco che possano aver ragione. Ma penso anche, rischiando l’astrattezza e una valutazione emotiva, che la portata e la natura di questo scontro carichino le scelte che si faranno di significati “simbolici” (non so se il termine è quello proprio quello giusto rispetto a ciò che voglio esprimere, ma non me ne viene uno migliore). Forse se ora Berlusconi facesse un passo indietro aumenterebbero le probabilità di mantenere in piedi un governo di destra. Ma ciò sancirebbe anche che l’obiettivo primario di quella disgustosa macchina dell’odio sarebbe stato raggiunto, che questo modo selvaggio di condurre la battaglia politica a livello mediatico in qualche modo paga. Alla fine forse sarà comunque così, ma che siano i cittadini a deciderlo, che siano a loro a stabilire quale è il limite, in un paese civile, oltre il quale un uomo politico eletto democraticamente non può essere scientemente massacrato.

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