cerca

"Contro mal voler voler mal pugna" (Dante)

21 Gennaio 2011 alle 09:00

Si può distinguere nel Papa la sua persona privata da quella pubblica? La sua elezione non rende sacra la sua persona perché indistinguibile dal suo ufficio? Non avviene così per i re, i presidenti e per tutte le altre cariche pubbliche per le quali sono indiscutibili le loro opinioni,decreti o sentenze, anche se nella fattispecie contestabilissime? Può un cattolico discutere il magistero del Papa non solo in materia di dottrina, ma anche di morale e politica senza prescindere dalla sacralità della fonte da cui proviene? Una opinione di un presidente può essere criticata come banalità e senile vaneggiamento senza mettere in discussione la sacralità stessa della autorità pubblica incarnata nella sua persona? Quindi chiunque è rivestito di una carica pubblica onorevole non si spoglia mai di quella veste che continua a ricoprirlo anche quando cessa dalle funzioni, che temporalmente ha ricoperto. Questo è l'origine del privilegio ad essi attribuito, che giustifica il laticlavio senatoriale per i presidenti della repubblica, il beneficio a vita di tutti gli apparati della rappresentanza per i presidenti delle camere, la conservazione del titolo quando vanno in quiescenza; solo cessante l'ufficio la coincidenza tra persona e funzione resta anacronistica. Se così stanno le cose, come si può distinguere l'azione di un presidente del consiglio in carica da quella del privato cittadino Silvio Berlusconi per sottrarlo al tribunale dei ministri e farlo cadere nella rete dei pm milanesi? E lo scandalo scoppiato non nasce dal fatto che nelle cene di Arcore l'anfitrione è considerato un uomo pubblico mentre nella telefonata alla questura viene rubricato come un privato cittadino? Ma è inutile discutere, ché "contro mal voler voler mal pugna".

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi