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La tentazione

20 Gennaio 2011 alle 10:52

Io sono convinto che se B. uscisse di scena, travolto dall’ultimo violentissimo attacco giudiziario e mediatico, questo non creerebbe le condizioni per la vittoria della sinistra, non solo per la mancanza di unità o di un leader autorevole in quello schieramento. Alcuni analisti hanno, a suo tempo, evidenziato come diversi elettori orientati a destra ma che detestano il Cav. siano al momento solo parcheggiati a sx o nell'astensione. Inoltre credo che gli “orfani” berlusconiani, dopo aver visto il premier tolto di mezzo con quelle modalità, sarebbero talmente inferociti da rivotare senza esitazioni a destra, chiunque la guidasse. Non dico questo per autoconsolarmi, perchè, per come la vedo io, a quel punto il vero problema non sarebbe più che vinca o no questa pessima sinistra. Il vero dramma, se la parabola del Cav. si concludesse in quel modo, sarebbe che comunque, anche se la destra rimanesse al governo per i prossimi 10 o 20 anni, verrebbe messa una pietra tombale sulle riforme di cui l’Italia ha un bisogno disperato. Non riesco infatti ad immaginare nessuno, ma proprio nessuno, per quanto fosse una persona di spessore e pure se fosse investito del ruolo di leader da B. stesso, che potrebbe avere il coraggio quasi sovrumano necessario per provare a farle delle riforme vere, che colpiscano davvero certi poteri. Perché è ormai appurato che in Italia chiunque ci provasse, avendo la volontà di andare fino in fondo, non rischierebbe solo una sconfitta politica ma molto molto di più. Il dramma del riformismo italiano è questo. I limiti che rendono vulnerabile Berlusconi sono l’altra faccia di quelle risorse materiali ma anche umane che lo rendono il solo in grado di affrontare questa sfida.

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