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A quercia caduta tutti a far legna!

19 Gennaio 2011 alle 20:00

A consultare i Vangeli appare chiara la contradditorietà tra morale politica e carità cristiana. La morale è un ordinamento dei costumi che disciplina il comportamento degli uomini in una situazione data, è farisaica; i farisei non si indignavano per la danza di Salomè ad Erode, ma conducevano a Gesù l'adultera perché acconsentisse alla sua lapidazione. La Chiesa non ha mai allineato il suo criterio di giudizio su quello politico, la sua extraterritorialità è spirituale, quello che il mondo rifiuta essa accoglie e quella che il mondo esalta essa condanna. Gli assassini trovano presso i suoi altari protezione e ricovero, i confessionali riportano allo splendore battesimale le coscienze più lorde di panni mestruati, sono stati esortati a non giudicare perché si sarà giudicati con lo stesso metro di giudizio (omosessualità, pedofilia, simonia e simile lordura), ha ricevuto il mandato che essa esiste per assolvere e non per giudicare, perché se il sale diventa scipido con che si salerà? Tutto questo è segno dei tempi, molti sedicenti cattolici si fanno testatori di morale, perché non vedono Gesù che scrive nella polvere la sentenza contro di loro. Bisogna ritornare ad Agostino, molti cattolici sono divenuti dopo il concilio pelagiani, perciò B.XVI soffre per tale sconquasso della tradizione.

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