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Ottimismo e paura

18 Gennaio 2011 alle 14:30

Anche di fronte all’ennesimo attacco a Berlusconi da parte della magistratura militante e della giustizia ad orologeria (svizzera, almeno in questo) io sono per l’ottimismo quasi a oltranza, fino a che esso non diventi palesemente assurdo ed insostenibile. Lo sono perché il Cav. ha dimostrato un capacità apparentemente inesauribile di reagire e resistere ad attacchi che avrebbe distrutto chiunque altro; perché in questi anni grazie a lui ci si è presi qualche gran bella soddisfazione in termini di vittorie politiche ed elettorali nei confronti del partito dei manettari; perché credo sia tendenzialmente in aumento il numero di cittadini disincantati rispetto al mito di una magistratura serena ed obiettiva, che vuole solo applicare la legge; perché credo sia comunque giusto e doveroso esserlo, ottimisti. Però, con tutta sincerità, quando mi lascio andare al pensiero che in questi lunghi lunghi anni l’argine fondamentale che ha impedito il prevalere definitivo di una democrazia giudiziaria e della peggior cultura forcaiola è stato rappresentato da un uomo, un singolo uomo, fuori dal comune, provo un sentimento di paura.

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