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L'appello dell'intellighenzia pro Battisti, le liste di proscrizione e l'eugenetica letteraria

18 Gennaio 2011 alle 13:30

La furia rossa si scaglia contro Raffaele Speranzon, assessore alla Cultura della provincia di Venezia, reo di aver chiesto la rimozione delle opere degli autori firmatari dell'appello per la liberazione di Cesare Battisti dalle biblioteche provinciali. L'appello, con oltre 1500 firme di uomini di cultura risale al 2004, quando Battisti fu arrestato in Francia. Fra essi spiccava anche Roberto Saviano, che lungimirante ha poi cancellato l'adesione. Ogni volta, la stessa manfrina: sono evocati i roghi di libri, le censure d'epoca fascista, le liste di proscrizione. Alla web-mobilitazione non manca proprio nulla, compresi ping-pong fra forum, blog trasudanti sdegno, chiamate alle armi, e l'immancabile sostegno dei media rossi: insomma, una sollevazione con tutti i crismi. Quelli dell'appoggio esterno (citiamo Carlo Lucarelli), assicurano però che qui si va oltre Battisti, non importa Battisti, qui si combattono i filtri morali, censure in base all'ideologie e ai comportamenti degli autori. Commosso da tale slancio civile, cerco: il possesso di un certo «Mein Kampt» è illegale fra gli altri nei Paesi Bassi, Austria, Israele, Baviera, Cina, e fortemente limitato in Russia, Usa, Brasile. Immagino che sia una svista sfuggita agli occhi dei paladini della libertà. Più morigeratamente qualcuno invece mi spieghi perché in Italia alcuni libri non vedono la luce. Perché dialogando con alcune case editrici emergano pensieri così raffinati: “...in un contesto multietnico e multireligioso come il nostro un punto di vista unilaterale è limitante”, oppure “...se è interessato alla pubblicazione è pregato di sfrondare il libro dal quel senso così... di cristianesimo”. In effetti, al di là dell'appello in favore di un assassino, si tratta di eugenetica libraria. I metodi fascistelli di Speranzon sono vecchiotti, si prega di aggiornarli alla moderna selezione genetica delle opere letterarie, intervenendo come ultima ratio con aborti e smaltimento dei rifiuti speciali letterari.

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