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Lo sconfitto

17 Gennaio 2011 alle 19:00

Potrà sembrare pura dietrologia mai credo fortemente che il maggiore sconfitto della vicenda Mirafiori sia proprio Marchionne. Tutto il gran parlare di questi giorni se ci si pensa attentamente era ampiamente prevedibile. La sinistra radicale e combattiva messa all'angolo da un contratto restrittivo dopo la sua presa di posizione mai avrebbe fatto un passo indietro e questo lo sapevano benissimo in Fiat. Se consideriamo inoltre che il governo americano dopo l'esborso per salvare Chrysler ha imposto al maglioncino nero di investire pesantemente negli States (motori e parti comuni dei nuovi modelli di Mirafiori arriveranno dagli USA) e se consideriamo che un investimento in Serbia non solo procurerà benefici alla fabbrica di Torino sotto forma di minori imposizioni ma contribuirà anche allo sviluppo dell'area con conseguenti nuovi clienti, mi chiedo che senso può avere investire in una fabbrica obsoleta ed ostile come quella che si ritroverà Marchionne da lunedì visto che la Fiom anche se fuori dalle contrattazioni può contare su metà dei lavoratori? Se aggiungiamo che i prodotti FIAT in Italia hanno sempre meno appeal forse perchè gli italiani si sono stancati di essere abbindolati, abbiamo sfornato la torta salata. Credo che la strategia sia stata impostata per avere l'opportunità di investire in altri paesi mantenendo esclusivamente qualche posizione di rendita politica nel meridione ma purtroppo non si sono fatti i conti con il senso di sopravvivenza degli impiegati. Tutto rimandato a qualche anno.

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