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Fiducia nel Papa per Assisi

17 Gennaio 2011 alle 14:00

Dopo l’annuncio di S.S. Benedetto XVI della convocazione ad Assisi, per il mese di ottobre, di un grande raduno interreligioso, 25 anni dopo “Assisi 1986”, nove persone hanno fatto pubblicare da “Il Foglio” dell’11 gennaio 2011 un appello al Papa, affinché «non riaccenda le confusioni sincretiste». Certo, nel 1986 l’evento fu gestito, malgrado le ottime intenzioni del Servo di Dio Giovanni Paolo II, in un modo che non piacque, in primis, al Papa dell’epoca. Ed il Cardinale Ratzinger, Prefetto della Congregazione della Fede, fu tra coloro che espressero forti perplessità su diversi aspetti. Ma proprio per questo non riteniamo giustificato alcun allarmismo. Già il solo buon senso basta infatti ad apprezzare la stupenda guida che S.S. Benedetto XVI regala alla Chiesa da sempre. I firmatari dell’annuncio pubblicato dal quotidiano ricordano figure come quelle di Leone XIII e Pio XI per giungere a denunciare il “pericolo di contribuire, con gesti come quelli di “Assisi 1986”, al sincretismo ed all’indifferentismo religioso”. Ma non fu la natura di “Assisi 1986” a creare problemi, bensì l’interpretazione che alcuni vollero dare all’evento. Come d’altra parte è successo, su scala ormai evidente da tempo, per il Concilio Vaticano II, strumentalizzando il quale si sono volute accreditare teorie e pratiche mai avallate dai testi! Pur comprendendo la nobile intenzione degli autori di quest’appello, riteniamo un errore non analizzare e non capire le differenze tra l’incontro del 1986 e quello che il Pontefice attuale vuole convocare per quest’autunno. Crediamo che tutti i fedeli possano e debbano aver fiducia nel Santo Padre, che certamente non desidera si giunga a “confondere le acque e rilanciare il relativismo religioso, anticamera di ogni relativismo” e che altrettanto certamente si rende benissimo conto della risonanza mediatica di un tal tipo di evento.

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