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Contr’ordine compagni

16 Gennaio 2011 alle 09:30

Per il caso Ruby, prima tutti non indagati, con l’avvallo della procura milanese, ora tutti indagati. Non se ne può più di un paese fuori di testa. O sì o no, ma subito, senza ripensamenti di mesi e guarda caso appena dopo la sentenza della consulta. I congegni ad orologeria non si fermano mai. Perfino D’Alema, come rivela wikileaks, ha affermato che la magistratura è il più grande pericolo per la democrazia in Italia. E’ insopportabile questa pantomima di sì e di no, che in soldoni significa mesi di fuffa per qualche ragazza. E’ tempo di una riforma radicale della costituzione Italiana e della giustizia, altrimenti non ne usciremo vivi. Il governo agisca subito e se non fosse in grado, votare rapidamente.

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