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Società civile: richiesta aiuto

15 Gennaio 2011 alle 08:30

Esiste una condizione oggettiva fisica e psichica di disagio a lavorare in una catena di montaggio. Se poi si aggiungono i turni di notte l’equilibrio biologico di un individuo ne viene sconvolto, con ripercussioni inevitabili su tutti gli aspetti della propria vita da quello mentale a quello affettivo. (Quando poi questo si ripete per anni i danni fisici irreversibili sono documentati.) Tutto ciò viene occultato dall’importanza che oggi viene data alla lettura soggettiva di ciò che ci succede e non ai dati oggettivi. Il fatto che ognuno soggettivamente reagisca in modo diverso ad una situazione dannosa non toglie comunque il danno, e non è un alibi per giustificare un ricatto come questo referendum: “se non ci stai è perché non vuoi lavorare, se stai male è perché non sei motivato” è la società civile a tacere. Propongo allora io un movente su cui ricattare Invece di fare il servo, io operaio smetto di lavorare, finisco in prigione e mi faccio mantenere dalla società. Signori Marchionne, come fa un uomo in nome della produttività a ritenersi fuori e sopra della società degli uomini(di carne e d'ossa)? Non è questo il modo di aumentare la produttività. Una reale produttività e non forzata è conseguenza naturale di altro, come fate a non arrivarci?

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