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Legittimo impedimento

14 Gennaio 2011 alle 17:30

In data 13 gennaio, la corte costituzionale ha bocciato parzialmente la legge sul "legittimo impedimento" sentenziando che da ora in poi sarà il tribunale ad avere l'ultima parola, per cui nello specifico, saranno i giudici a decidere se il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi dovrà avvalersi della legge sul legittimo impedimento per difendersi nei tre processi in cui è ancora coinvolto. Il governo, il Pdl e la Lega non si stupiscono di tale decisione che va nella direzione di voler fermare il cammino del governo stesso, di bloccarlo anche per non fargli completare la legislatura né le riforme in programma. Tuttavia, ritengo che la risposta pronta del governo a tale situazione sia eccellente e piena di fiducia e di speranza nelle proprie possibilità in quanto l'intenzione è quella di proseguire con l'azione di governo e con l'obbiettivo di attuare le riforme nonostante la sentenza negativa. Posto che la sentenza sia corretta, non sta a me giudicare, siamo di fronte ad un'impasse che ci fa domandare cosa potrebbe fare il governo di fronte a questo stato di cose che in altri Paesi non avviene. Fare la guerra o andare avanti con le riforme? E' ovvio che la sinistra si aspetti che l'azione dell'esecutivo si blocchi, ma già la pronta reazione dello stesso è stata un esito ottimo da un punto di inizio e di svolta che garantisca la stabilità che l'Italia desidera, sempre tenendo presente l'altra alternativa, quella del voto, per ora accantonata, ma una valida possibilità per mostrare agli italiani l'efficienza del proprio governo e per farsi premiare di conseguenza.

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