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Berlusconi, Marchionne, globalizzazione e costi

14 Gennaio 2011 alle 10:30

Assenteismo e Statuto dei lavoratori in soffitta? Rivoluzione industriale e sociale ...anche, ma l'ultima rivoluzione l'ha portata il computer e la globalizzazione, sullo sfondo di questa lunga crisi economica. Quando più di una ventina di anni fa arrivarono i computer negli uffici...si intravide subito che questi "robot" (se pur ancora primitivi)...avrebbero fatto scempio di posti di lavoro; contrariamente si sarebbe dovuto dedurre che i tempi risparmiati dalla velocità di "reperimento dati"si sarebbe dovuta considerare a tutto vantaggio dell'operatore? Magari nell'ambito pubblico...più possibile? Coraggioso pure l'appoggio del Premier (anch'esso imprenditore) al "progetto" Marchionne, ma i programmi suoi di riduzioni parlamentari, ecc., sono di là da venire? Non gli riesce proprio di copiarlo nella sostanza, neanche nelle forme più velate? Nel più classico: "Armiamoci e partite" ? (magari anche lo Stato fosse più osservante dei suoi bilanci ?). Così il "cattivone" di Marchionne si assume questo grande gesto di responsabilità ...di riparametrare i rapporti di lavoro in un alveo più consono e concorrenziale? Mentre altri vanno "altrove" e senza fare tanti referendum. Forse nei decenni passati è stato concesso oltre misura...il coraggio di Marchionne potrebbe ristabilire la regola per affrontare i costi della globalizzazione... fenomeno che potrà avere, nei vari settori del lavoro, un effetto domino prevedibile.

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