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Avete capito il vero incubo della Fiom?

14 Gennaio 2011 alle 23:48

Il Sig.Paolo Donzelli definisce "martellare" le critiche e le valutazioni sul comportamento della Fiom. A parte che "martellare" ben s'addice a lavoratori metalmeccanici, si vuole sottintendere che gli altri sindacati firmatari, siano un coacervo di biechi reazionari? E di imbecilli analfabeti? Se non si vuol capire che, per la Fiom, i diritti dei lavoratori sono solo lo specchietto per le allodole e, che il vero, urticante problema è quello di vedere in regressione il suo potere d'interdizione: verso l'impresa, lo stato e la la politica, è inutile qualsiasi discussione. Identificare la Fiom nell'arcangelo vendicatore di tutte le ingiustizie del mondo del lavoro, è surreale. Ovvio che nessuno sia disposto a cedere potere, il problema sorge quando per mantenerlo si pretende di essere l'unico soggetto legittimato a dettare le regole. Come dire: se non piace a noi, significa, senza alcun dubbio, che è sbagliato. Pareri e posizioni diverse dalle nostre sono inaccettabili. Per cui dettagliare fino alle virgole, ai centesimi, ai commi e capoversi non risolve e non elimina l'ostilità pregiudiziale che deriva da un concetto d'economia in contrasto, anzi opposto, a quello che i tempi richiedono. Sono tempi schifosi? Può anche darsi, ogni generazione ha avuto i suoi, però la ricetta Fiom, nei suoi presupposti politici ed economici, è, semplicemente, fuori da ogni fattibilità. Comprensibile, ammesso che possa esserlo, per suo aspetto simbolico, ma che non va oltre una battaglia di retroguardia fine a se stessa.

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