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Marchionne specchio di un paese anormale /3

13 Gennaio 2011 alle 13:00

Sottoscrivo punto per punto il post del senese Balestrazzi. Ben venga un sano liberismo che accompagni la centralità dello stato, ma che sia di un tipo ben differente da quello auspicato dal prof. Forte, un pochetto fascista, per quello c’è solo da rabbrividire, una politica economica che va all’inseguimento dello schiavismo, del lavorare di più aumentando il gap con le stock option dei manager. Siccome i cinesi e i brasiliani producono meglio di noi schiavizzando, noi ci abbassiamo al loro livello? Giammai. Mica è colpa degli operai se le auto Fiat fanno schifo e i manager Toyota sono meglio dei nostri. Con buona pace dei marchionnizzatori la rivoluzione liberale è rimandata. Bisogna riformare il mondo del lavoro ma non marchionizzandolo.

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