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Ma è ancora "lavoro" quello senza "posto"?

12 Gennaio 2011 alle 15:00

Tra “lavorare tutti - lavorare meno” e “lavorare di più - guadagnare di più” ci sarebbe una simpatica mediazione: lavorare il più possibile e guadagnare il meglio possibile. Il che appare meno provocatorio di quanto non sia invece demagogico il primo assunto e ovvio il secondo. A condizione, però, di non escludere a priori dall’universo del lavoro tutto ciò che non sia fabbrica o pubblico impiego, Marchionne & Fiom o Gelmini & Brunetta. A condizione, pertanto, di non sprecare i migliori anni della propria vita a gridare dai tetti reclamando un posto invece che, per esempio, impegnarsi in una professione o imparare un mestiere. Magari con un fisco meno condannato a sostenere per l’eternità quelli che, dopo aver tanto gridato, il posto lo hanno perso.

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