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Pd, da rottamare

11 Gennaio 2011 alle 08:30

Commovente l’articolo di Claudio Cerasa, ammiratore sincero del Pd, cioè di quella cosa che nell’era berlusconiana “slitterebbe a sinistra del suo baricentro politico”, e del quale non afferra il significato (“..e che vor dì”). Quarant’anni addietro, ero molto giovane, mi ero fatto due conti, e il laburismo anglosassone era l’ideologia che meglio di altre esprimeva quello che io avrei voluto come sinistra. Allora, la sinistra italiana aveva un altro nome, e a nessuno sarebbe mai venuto in mente di interrogarsi sul 'che vor dì', perché i nomi erano quelli, gli obbiettivi pure, insomma tutto era alla luce del sole. Per ovvie ragioni d’età molti dei nomi sono scomparsi, ma chi di quella sinistra è ancora in vita è sempre lì, marmoreo, inossidabile, e con supponenza ricorda che la sinistra c’è. Da allora tanta acqua è passata sotto i ponti, ma del laburismo anglosassone neppure l’ombra. Non è che non ci sia più chi vorrebbe votare a sinistra. Il problema sono gli uomini di sinistra.

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