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Parole e commenti /5

11 Gennaio 2011 alle 17:30

Perché non riflettere sul termine “(fede) retta ragione”, utilizzato dal Papa nel suo discorso agli ambasciatori, come possibile punto d’incontro fra credenti e no. Siamo proprio sicuri che scolaretti o un ragazzino/a di dieci o dodici anni apprendendo troppo precocemente come nascono i bambini abbiano poi una sessualità felice? Io sono convinto di no. Credo al contrario che la conoscenza progressiva debba innestarsi nel groviglio dei pensieri del mondo pre adolescenziale. Il sesso come “mistero” e non solo come fatto biologico che n’è piccola parte. Perché il mistero? La conoscenza nuda e cruda della realtà impedisce lo sviluppo di quella “libidine” fatta di desiderio, fantasie e tentazione che già ora portano a rapporti assolutamente meccanici fra adolescenti. Frange di questi si “prostituiscono” per un cellulare, tanto il sesso è solo biologia. Questa moda di trattare il sesso come la pulizia delle orecchie o dei denti esclude di fatto che il sesso non è un esercizio avulso dalla totalità dell’umano, ma ha una profonda risonanza con la vita stessa. Vita che è anche eros, un concetto infinitamente superiore, pur comprensivo del sesso stesso. La stessa paura in un ragazzino, che passerà col tempo, è cosa buona perché intuisce, magari in maniera non riflessa, che il sesso è molto di più di un semplice esercizio ginnico. Mi viene in mente un vecchio film degli anni trenta di cui non ricordo il titolo (Natascia?). Greta Garbo in visita a Parigi proveniente dall’Urss, davanti alla torre Eiffel sciorina dati e cifre, peso altezza senza vedere il simbolo e il fascino che la torre rappresenta. E’ come fermarsi a guardare un Caravaggio pensando a quanto marrone, nero, bianco o altro colore ha impiegato per dipingere la cena d’Emmaus senza accorgersi dei significati straordinari che trasmette.

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