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Cultuale e/o culturale

11 Gennaio 2011 alle 15:30

B. XVI ha messo a fuoco l'insidia nascosta in una civiltà, che pretende di garantire i diritti universali dei popoli, mentre è repressiva contro tutte le espressioni non asseverative della struttura generale del sistema, che pure assicura di volere legittimamente garantire e proteggere. L'acume del pontefice distingue, a proposito della libertà religiosa, quella di culto (per la quale non sussiste obiezione di specie in tutte le legislazioni civili) e quella che riguarda la professione , cioè il diritto di predicare una religione e di connetterla allo spirito di un popolo in tutte le decisioni della sua vita sociale e politica. Negare tale libertà significa strozzare il cristianesimo, che ha ricevuto come missione dal suo fondatore quella di predicare il Vangelo a tutte le Genti. Esiste un totalitarismo positivo, che è quello di impregnare la totalità della vita degli uomini di una ideologia scellerata, come fu quella comunista e nazista, e uno negativo, indicato dal Papa, che consiste nella epoché di tutti i valori, confondendo il principio liberale di tolleranza, con quello di sterilità nichilista. La religione per i prìncipi di questo mondo è polemogena, quindi deve essere sradicata ricorrendo ad una impostura pedagogica nelle scuole, nella stampa, nei centri di formazione delle menti, che sotto le mentite spoglie di multiculturalismo essicchi le coscienze. La guerra nasce proprio da tale povertà spirituale, coloro che si fanno pacifisti e custodi della concordia universale sono quei lupi che vestendo il manto di agnelli penetrano negli ovili delle nazioni cristiane per farne scempio, secondo la profezia del Maestro..

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