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Perdonare sette volte sette /2

9 Gennaio 2011 alle 08:30

La chiesa è infallibile nella dottrina, non nella politica. Sull’Islam, a mio avviso, sbaglia da almeno trent’anni a questa parte. Un conto è il dialogo e un conto è far finta di dialogare con chi non lo vuole. In Italia vi sono una pletora d’associazioni pro dialogo e molti cattolici ritengono il musulmano un “credente che sbaglia”, senza sapere che il corano è non interpretabile perché scritto sotto dettatura. Maometto non è un agiografo ispirato, ma un “dattilografo”. Nessuno, jiadista o moderato, può interpretare le diverse sure che parlano di conversione forzata dell’infedele o della loro uccisione gradita a Dio. E’ l’unica religione al mondo, per quanto ne so, geneticamente intollerante. Ogni religione ritiene se stessa l’unica, altrimenti avremmo marmellate sincretiche al posto di fedi strutturate. Non condivido, quindi, la tesi secondo cui la religione non può che essere intollerante pena la sua riduzione a filosofia. La libertà, anche di sbagliare è un dono di Dio e nessuna scrittura auspica, tranne il corano, l’uccisione di fedeli d’altra religione per la loro credenza. La chiesa deve parlare il linguaggio della fede e della verità, senza sottrarsi al confronto. Sa bene che non può chiedere la reciprocità all’islam, perché è concetto a loro sconosciuto, ma al contempo non può ingannarsi in un dialogo inesistente e non voluto, o voluto tatticamente dai moderati musulmani, che perseguono i medesimi obiettivi degli jiadisti, con altra strategia. Infine invochi l’accoglienza con prudenza affinché domani i nostri figli non debbano essere perseguitati come i Copti in Egitto.

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