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Unità d'Italia e brigantaggio

7 Gennaio 2011 alle 12:00

Adesso va di moda la Resistenza sudista all'imperialismo piemontese. I briganti - certo con un che di vero - ci vengono presentati come dei ribelli all'invasione piemontese. Però i nuovi resistenziali non ci dicono che già a partire dal XVII secolo e ancora nel XIX secolo, cioè in pieno illuminismo borbonico, andare da Napoli a Brindisi era impossibile per chiunque, senza adeguata scorta armata, causa briganti di ogni risma. Non ci dicono, inoltre, che intere aree del Cilento, dell'Aspromonte, Sila, Abruzzo, Lucania non avevano mai avuto il piacere di vedere, uno che fosse uno, soldato o funzionario del Regno di Napoli. I Borboni non pretendevano, ovviamente, di controllare il territorio, né, tanto meno, di fare di testa loro. Si accontentavano di comandare proforma e così tutto funzionava. I Piemontesi, ingenui, vollero invece comandare quasi che si fosse nella 'Provincia Granda' e così scatenarono una reazione tremenda. Invece che spegnere il fuoco dell'uso tribale delle armi e dei diritti ancestrali di comando dei capi tribù, lo alimentarono fino a trasformarlo in un raffinato sistema di potere alternativo, oggi assai efficace.

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