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Polizia fogliante di basso rango arresta il Direttore

6 Gennaio 2011 alle 18:00

Nessuno poteva immaginare che in Hpc si annidassero serpi, fino a ieri, quando alle 11,30 un commando del neonato gruppo “Foglianti e libertà”, ha fatto irruzione nella redazione del Foglio al grido di “la nicchia non ci basta più”, arrestando in malo modo il direttore e intimidendo alcuni giornalisti presenti. A nulla è valso l’intervento del ministro degli esteri Frattini, che si appellerà alla corte dell’Aja e del messaggio del Presidente Napolitano che ha invitato tutti all’unità. Riportiamo sintesi del processo avvenuto per direttissima dinanzi all’alta corte del popolo fogliante. Capo primo: il direttore si è sottratto per troppo tempo alla tv lasciando i foglianti in balìa di Floris e Santoro, causando ipertensione, acidità di stomaco e pensieri eutanasici in un gran numero di persone. La difesa d’ufficio condotta da foglianti dell’ultima ora ha così parlato: il direttore ha molto da fare e ama la tranquillità. Al sentire queste parole l’aula è esplosa e diversi foglianti si sono stracciate le vesti urlando, all’indirizzo della difesa, “obbligateli a leggere repubblica”. Capo secondo: abbandono della conduzione di otto e mezzo, facendo sì che la trasmissione divenisse salotto di sinistra. A questo punto anche la difesa si è zittita e timidamente si è così espressa: ci rimettiamo alla clemenza della corte, ricordando alle vostre eccellenze, che non fu per viltà, ma per la buona causa della lista pazza. Un breve conciliabolo poi il tribunale ha emesso la sentenza. In nome del popolo fogliante, la corte condanna l’Elefantino per il primo capo d’imputazione ascrittogli al soggiorno obbligato per mesi due nel salotto di Daria Bignardi per tessere le lodi del gioco della torre. L’imputato è sbiancato e prima di perdere i sensi sembra abbia detto “pietà, piuttosto fucilatemi”. Per il secondo capo d’imputazione condanna il suddetto per concorso esterno in associazione sinistrorsa e lo obbliga a reinventarsi una trasmissione di valore equivalente. Scontato il ricorso in cassazione poiché la difesa ritiene le pene lesive i diritti fondamentali dell’uomo e contro la convenzione di Ginevra. Il giudice intervistato sul tema ha fatto spallucce e si è limitato a dire “sciocchezze”, “Il danno provocato dal Ferrara è di proporzioni inusitate, la class action fogliante ha avuto giustizia”.

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