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Cerasa, il magnifico

6 Gennaio 2011 alle 12:30

Cerasa ha scritto una letterina al Pd, da "albo signando lapillo". "Chi ha tradito il Pd?" Mi permetto, artigianalmente, di riassumerla in poche parole: il progetto Veltroni, il Lingotto, era la strada giusta, un salto di qualità politica che avrebbe avuto la forza d'attrarre anche una buona parte dell'elettorato di centrodestra. Unico, indispensabile sistema per sperare di costruire un partito di governo svincolato dai vecchiumi ideologici e dalle incrostazioni massimaliste. Che andassero per conto loro! Il 33,3% ottenuto alle politiche 2008, era un trampolino di lancio ideale. Ma tre cose ne hanno impedito il decollo: il peccato originale, appoggiato e voluto da chi non gradiva un Veltroni troppo protagonista, dell'alleanza col Molisano, la paura dell'apparato e della nomenclatura di abbandonare il porto ritenuto sicuro per affrontare il mare aperto e, purtroppo, Veltroni stesso che, stretto tra Di Pietro, autoproclamatosi unico oppositore a Berlusconi, e la fronda interna, non ebbe, gli attributi necessari per imporre la sua linea. Tutto il resto, così ben descritto da Cerasa, è il continuum inevitabile. La risposta alla domanda è: "La insopprimibile vocazione tafazziana che accompagna da sempre la vita politica della sinistra italiana".

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