cerca

Tempo di cambiare

5 Gennaio 2011 alle 11:30

Marchionne in diverse occasioni ha preso le distanze da tentativi di triangolazioni con governo e sindacati malgrado il protagonismo del ministro Sacconi che questa volta ha dovuto fare da spettatore. Solo poco tempo fa l’atteggiamento della Fiom e la timidezza della Camusso, che addirittura invita la Marcegaglia a bacchettare la Fiat, avrebbero condotto il negoziato ad una mediazione in sede ministeriale. E’ stata questa la forza dell’ad, affrontare la traversata forte della propria determinazione, incurante del bizantinismo imperante. E’ un ottimo segnale purché Confindustria dimostri la propria tenuta aggregativa estendendo tale sistema negoziale all’intero contesto industriale. Ritengo che il referendum si risolverà positivamente, ma nel caso che tale rinnovamento relazionale non si dovesse determinare Marchionne trasferirà definitivamente altrove la produzione lasciando solo una traccia evanescente del proprio passaggio nella palude industriale del paese. Non stupisce il silenzio assordante dell'opposizione che, costretta ad affrontare temi di concreta politica industriale, sembra, come sempre, non essere in grado di offrire alternative che non siano quelle di petulante contrasto dialettico, confermando con la Fiom di non aver percepito il cambiamento in atto nel superato sistema della concertazione, travolto dalle esigenti certezze produttive del mercato globale. Contesto che ha determinato le premesse per la discesa in campo di una personalità quale Marchionne. Se non ci fosse stato lui auguriamoci che si sarebbe fatto vivo qualcun altro!

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi