cerca

Ove si narra che il Rinascimento è acqua passata

5 Gennaio 2011 alle 14:00

Sul Riformista, appare, virgolettata, questa dichiarazione attribuita ad un componente del Pt., il partito di Lula e di Dilma, in cui ogni tanto si osa discordare con le decisioni del padre fondatore, "Tarso Genro, (l’ex ministro della giustizia che accolse la richiesta di rifugio di Battisti, ndr), ha scelto sulla base di un’appartenenza sentimentale a un passato e a una ideologia che non mi piace" Questo il nocciolo politico. Poi, poiché i brasiliani sono e, si sentono brasiliani, arrivano le battute sulla comicità dei boicottaggi che alcuni sparabischetate nostrani ipotizzano verso il Brasile. Ovvio, che la stampa locale accentui e ci vada a nozze e faccia leva sul nazionalismo. Il tacere è sempre più bello, rispetto a voce imbelle. L'unica dignitosa cosa da fare sarebbe stata quella di portare, nelle sedi competenti, il mancato rispetto di un trattato bilaterale. E insistere su questa violazione di accordi sottoscritti, lasciando ai brasiliani il compito di spiegare il perché lo avevano fatto. Avrebbero usato, in tribunale, le tesi di Carlà e della Vargas? Avrebbero assunto l'atteggiamento vacuo, imbecille e provocatorio dei ricchi annoiati che difendono i D'Elia? L'indignazione emotiva, i parenti delle vittime, tutto giusto, comprensibile, umano, ma in ben altri lidi vive il potere. Alla Farnesina non hanno capito o non sanno, che la diplomazia internazionale può anche non tener conto di accordi stipulati, ma che quando lo fa, agisce in base ad un preciso rapporto di forza? A ciascuno la sua scarpa. Quello che ci scredita non sono certo le avventure erotiche private del Cav, anche se l'opposizione le fa apparire come unica causa, ma l'inefficienza generale del sistema Italia. In cui sono, da 150 anni, coinvolti tutti. Ma proprio tutti. Nessuno pensi di esserci capitato per caso.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi