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Ultime certezze che crollano

4 Gennaio 2011 alle 14:00

Mi sembrerebbe irrispettoso per l’intelligenza di chiunque dover sottolineare come la Rai non rappresenti propriamente un esempio di indipendenza. Perché allora accanirsi con il povero abbonato medio, quorum ego, e cancellargli le ultime, poche e triste certezze che gli restano in un mondo dove l’incerto e il relativo sembrano oramai dover dettare legge? L’uomo è un animale abitudinario, e l’abbonato Rai ne rappresenta l’omologazione più scontata che si possa concepire, nelle aspettative e nel metodo selettivo. Sa che Bruno Vespa non scalda i cuori di Rai3 e non si stupisce di vederselo ogni sera su Raiuno. Sa che Fabio Fazio non emoziona la dirigenza di Rai1 e, se lo vuole, se lo cerca sul Tre. Sa che Minzolini non è ben visto da Gaspare Spatuzza e non si stupirebbe di vederselo arrestare in diretta per un qualsiasi “concorso esterno” a qualcosa. Sa tutto questo. Lo sa, il pover’uomo. E paga, anche, per tutto questo. Oramai è una abitudine. Risparmiamogli, allora, il rientro al Tg1 di Tiziana Ferrario. O spieghiamogli a reti unificate quando e come e perché sono cambiate le regole. Subito, però. Sta per scadere l’abbonamento.

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