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Il giovane vegliardo

4 Gennaio 2011 alle 11:00

È fatta, ci siamo, gira e rigira pure là siamo arrivati: morremo Democristiani. Ci manca solo don Sturzo eppoi il quadro sarebbe perfetto (ma don Sturzo non avrebbe approvato). Il nuovo partito voluto da Berlusconi sarà “POPOLARI”, partito del popolo i cui rappresentanti al Parlamento e alle cariche elettive, saranno tutti giovani. Immagino le convulsioni degli ultra cinquantenni, esclusi dall’agone del potere per un ghiribizzo del Cavaliere. Il vegliardo di Arcore ha deciso: io sono senescente (dice il Cavaliere), niente per me, niente per nessuno. I Casini e casinisti, i Fini, i Tabacci, gli Adornato, i Bersani, i Veltroni, i D’Alema, i La Malfa, i Vendola, i Di Pietro, tutte le cariatidi che da decenni occupano il “Palazzo”, son serviti. Ma non perché sia obbligatorio seguire il canovaccio berlusconiano, sarà perché se il partito del Cavaliere adotta una linea giovanile, per adescare i voti dei giovanissimi, che faranno il Pd e associati, si faranno piovere addosso? Berlusconi farà man bassa dei voti giovanili e quei partiti, che vengono da lontano, affaticati del lungo viaggio, resteranno al palo: tutti “vecchiacconi”? Se vogliono sopravvivere, devono cambiare rotta, largo ai giovani, il futuro è della gioventù. Chissà se la nuova struttura partitica gioverà alla disoccupazione dilagante; finirà per i giovani il piatire un posto di precario: tutti rappresentanti del popolo sovrano (POPOLARI), lautamente remunerati. Comuni, Province, Regioni, Circoscrizioni, il Parlamento, gli incarichi extramoenia, una caterva di nuovi posti di lavoro (il posto di lavoro ideale) dove le intelligenze più sopraffine sapranno farsi valere. Però, questo Cavaliere, una ne fa e cento ne pensa.

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