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Forza del diritto e diritto della forza

3 Gennaio 2011 alle 14:00

I rapporti fra le nazioni non sono fondati sul diritto ma sulla forza, del diritto internazionale si avvalgono infatti le nazioni politicamente, militarmente o economicamente forti a discapito di quelle più deboli e l'equilibrio fra eguali potenze definisce il metro della giustizia terrena. Come la dittatura cinese può avvalersi della sua forza economica per far valere i propri diritti a livello mondiale, così il demagogo brasiliano sfrutta la debolezza politica dell'Italia per difendere un'ultima scoria del secolo scorso dal suo giusto smaltimento tribunalizio. L'ideologia è un sostituto virtuale e dunque debolissimo della forza, è recessiva rispetto a quest'ultima e infatti è propria delle civiltà decadenti come la nostra occidentale, che sostituisce alle crociate le vignette antimaomettane, alle giuste guerre i premi Nobel per dissidenti e alle sanzioni politiche le fiaccolate di protesta. L'illuminismo ha introdotto nella cultura europea la fede socratica nell'onnipotenza del dialogo e del potere performativo della parola, che esiste e agisce davvero ma ha un'estensione limitata dai potenziali dei dialoganti e non è certo applicabile alla politica, men che meno a quella internazionale, che in onore a Hobbes è e rimane una guerra di tutti contro tutti a cui solo un sovrano investito dal Cielo può portare il dono teologale della pace.

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