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Chi vince è sempre uno solo.

2 Gennaio 2011 alle 08:30

Per evitare le aggruppate di Pd, Idv, Pdl, Udc, Fli, Dc, Psi, Psdi, Pli, Pri e accozzaglie varie degli ultimi 60 anni di governi italiani c’e’ un solo metodo: poiché si vota non per rispondere a una indagine statistica ma per mandare qualcuno al potere che poi vogliamo sia esercitato nel migliore dei modi, e’ nel voto e quindi nel solo partito votato a maggioranza che risiede la giustificazione del suo governo, non nella coalizione e/o nel 50%+1 dei voti. Se su 10 partiti in lizza uno solo e’ votato al 11%, uno al 9% e gli altri al 10% e’ giusto che governi da solo quello al 11% in quanto ogni altra combinazione e’ un modo artificioso e truffaldino di spacciare per “50%+1? una maggioranza che non esiste da nessuna parte perché nessuno ha votato. Le strutture parlamentari dovrebbero quindi adeguarsi di conseguenza, fatte salve ovviamente le restanti libertà, liturgie e riti democratici da mettere in atto. Non e’ chiaro perché sia democratico il doppio turno: se una persona in coscienza ha votato A, perché deve poi essere costretto a scegliere tra B e C (anche se questi due risultano i due piu’ votati)? Lo stesso dicasi delle coalizioni. Il 50%+1, cioè la maggioranza assoluta, e’ un’assunzione di principio nobile quanto si vuole ma non necessaria ne’ sufficiente ne’ appropriata a designare il vincitore di elezioni politiche. La vera volontà di scelta di un partito politico da parte del popolo votante deve essere espressa *senza* forzature o distorsioni procedurali e costringere al 50%+1 e’ una distorsione. L’onesta’ del personale politico e’ compromessa e corrotta (come ampiamente verificato nella nostra storia) anche perché al semplice e duro compito di governare si sostituisce la ricerca di “compromessi” tra clan, caste e partiti diversi per brigare e ottenere sottobanco una governabilità coperta dalla foglia di fico del “democratica".

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