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I soliti Pierini

31 Dicembre 2010 alle 14:00

“Lavoro e libertà”: fra i promotori ci sono Fausto Bertinotti, Sergio Cofferati, Luciano Gallino e Stefano Rodotà, e pure Mario Tronti. Abbiamo un po' d'acronimi: Sel, FeL, Fiom, tutti imperniati sulla Libertà e sui diritti. Cosa di più bello? Come discostarsi da quei due concetti? Nessuno oserebbe suggerire agli intellettuali illuminati la lettura di Giuseppe Mazzini "Dei doveri dell'uomo", non piacque neppure a Marx, figuriamoci! Comunque le persone di Lavoro e Libertà rappresentano le radici rinsecchite di un vecchio albero che non ha avuto la capacità di crescere perché pretendeva di cambiare la natura del terreno in cui voleva svilupparsi. Non solo, ma s'ostinano a favoleggiare di un terreno ideale, ma così talmente ideale ed esclusivo, da far crescere solo loro. Per cui la Libertà di pensare ed agire diversamente dalle loro dottrine è considerato un insulto da combattere con ogni mezzo. Non riescono a concepire una realtà che possa divergere da quella che loro considerano l'unica degna d'esistere. Si sentono i "filosofi-re" di platoniana memoria. Perché non lasciarli bollire nel loro brodo? Più se ne parla, più si sentono onnipotenti. Sono come l'artrosi, fastidiosa ed ineliminabile, bisogna conviverci senza darle troppa importanza.

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