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L'ultima fortezza

30 Dicembre 2010 alle 11:30

Avevo inviato questo commento già un paio di giorni fa ed oggi ho letto l’intervento di Tronti che rafforza il mio convincimento che a fronte di una necessaria iniziativa industriale, che può piacere o meno, l’unica reazione è l’accademia. “Ma veramente si pensa di misurarsi con il mercato globale con termini quali lo sfruttamento dei lavoratori o il riposizionamento del teatro dello scontro? Di quale scontro si parla? Anche chi ha bazzicato per anni i tavoli sindacali deve oramai aver compreso che o si resta al passo con i tempi o si muore, aziende e lavoratori! A metà degli anni cinquanta, in qualche sperduta isola del pacifico, veniva scoperto qualche solitario soldato del sol levante che teneva duro, ostinatamente, a dieci anni dalla fine della guerra. Borrelli aveva rilanciato lo slogan negli anni novanta e la Fiom ha ora raccolto il testimone. Asserragliata nell’ultimo bastione resistenziale si oppone alla realtà che avanza. La Camusso invece di smantellare questo ultimo ostacolo al defluire del fiume, sollecita Confindustria a risistemare la vecchia diga per impedire al resto della flotta industriale di ricongiungersi con la Fiat per intraprendere la navigazione nel mare libero del mercato, con ogni vela al vento. Naturalmente la dialettica storica non può che bollare, tout court, l’accordo come fascista ed il parallelo epocale non può non appellarsi che ad una riscossa resistenziale. E siamo nel 2010! Nella patria del pensiero creativo taluni italiani sembrano davvero figli di nessuno”.

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